XVIII Domenica del Tempo Ordinario – Anno A
Poiché non abbiamo il Commento di Charles de Foucauld al capitolo 14 del Vangelo di Matteo, riportiamo una Meditazione a Mt 4,4, previsto dalla liturgia (canto al Vangelo) di questa stessa domenica.
«Egli rispose: è scritto: L’uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.»
Mio Signore Gesù, eccomi ai tuoi piedi, davanti a questo tabernacolo dove sei corporalmente, in questa Nazareth dove tu sei stato; mi stringo contro di te, come lo fecero un tempo qui per tanti anni Maria e Giuseppe, e come lo fanno ancora, poiché seguono, loro per primi «l’Agnello ovunque va». Tra loro mi metto tutto contro di te e ti guardo. Con loro e con te leggo ai tuoi piedi le parole dello Spirito Santo tutte piene di te. Spiegamele, mio Signore, come le hai spiegate un tempo così spesso in questa stessa piccola Nazareth ai tuoi Santi Genitori. Eccomi tra loro, seduto ai tuoi piedi, guardandoti ed ascoltandoti. Parla, mio Beneamato Salvatore, mio Maestro, mio Fratello, mio Sposo, mio Signore, mio Dio, parla: tra i tuoi genitori il tuo piccolo servitore ascolta. …Un primo insegnamento che riesce da queste parole, è che quando la tentazione viene, non bisogna fare come Eva, lasciarla stabilirsi, guardarla, lasciare il diletto succedere alla suggestione, ma fare come me, risponderle perentoriamente dal primo momento, cacciarla alla prima parola che essa ci soffia all’orecchio, metterla alla porta non appena essa cerca di socchiuderla. … 2° Un altro insegnamento, è che uno dei buoni mezzi di respingere il tentatore, è di fare come me qui: di rispondergli con un passaggio delle Sante Scritture molto netto, molto categorico, «è infrangere i piccoli di Babilonia contro la pietra», é mostrare in una parola il male della suggestione mettendola di fronte alla chiara luce; e allo stesso tempo che si indebolisce così la tentazione, facendone apparire la menzogna, si fortifica se stessi contro essa illuminandosi della pura chiarezza della verità divina. … 3° Per poter respingere come me le tentazioni con parole dei Libri Santi, bisogna averne come me lo spirito nutrito; e per fortificarti contro colui che cerca incessantemente «girando come un leone che divora» a elevarti al moi servizio, a impedirti di glorificarmi, a renderti infedele alla mia grazia e al mio amore, a intiepidirti nel mio amore e nel mio servizio, a impedirti di amarmi e di glorificarmi tanto quanto voglio che tu lo faccia, e anche puramente e semplicemente per imitarmi, bisogna dunque che tu legga, rilegga e mediti incessantemente i Santi Libri, per averne come me lo spirito riempito, nutrito ; tu non puoi assomigliarmi se non puoi citare come me la Santa Scrittura in ogni istante; il tuo spirito non saprebbe essere assomigliante al mio se non è come il mio tutto riempito dei testi sacri. 4° Non ci si nutre solamente di pane, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. Spiegami ciò che vuol dire questa parola, mio Dio e l’applicazione che ne fai qui. Colpa/Errore di averti abbastanza pregato e di aver atteso pazientemente la tua risposta nell’umiltà e nel silenzio, non ho compreso niente di questo. — Rispondo a Satana: tu mi parli del pane materiale, ma sappi che, come lo dice Dio nostro Maestro, l’uomo non vive solamente del pane materiale, vive anche di fare la volontà di Dio, di compiere ogni parola che esce dalla sua bocca e quest’ultimo nutrimento è il vero nutrimento dell’uomo, la sola veramente degna di lui. Rispondo a Satana all’incirca nella stessa maniera che risponderò ai miei apostoli al pozzo di Sichem: anche mi proporranno di mangiare, e offre loro nutrimento materiale risponderò: «Ho un altro nutrimento che voi non conoscete: è di fare la volontà del Padre mio», di compiere ogni parola uscita dalla sua bocca. Oppongo in una parola, al pane materiale di cui mi parlano Satana e gli apostoli, questo pane spirituale che consiste nel fare la volontà di Dio, pane che è il nutrimento di ogni istante della sua vita, il pane, il solo importante, il solo necessario. Il pane materiale è infinitamente inferiore e non si deve mettersene in pena: «Cercate il regno di Dio e della sua giustizia — Lavorate per il nutrimento che dura eternamente — Nutritevi di compiere la volontà di Dio, di compiere ogni parola uscita dalla sua bocca. — e il resto vi sarà dato in sovrappiù — Non lavorate per il nutrimento che perisce — Non è solamente del pane materiale che si vive.» … Il dominio mi dice: «mangiate pane»; gli rispondo: «Il vero pane dell’uomo è di fare la volontà di Dio. E’ là il vero nutrimento del quale deve vivere in ogni momento»[1].
[1] Traduzione a cura delle Discepole del Vangelo.