Discepole del Vangelo

Commento di Charles al Vangelo di domenica 18 febbraio – Mc 1,12-15

I domenica di Quaresima – anno B

«Fate penitenza e credete alla buona notizia»…

È con queste parole che lo Spirito Santo riassume le prime predicazioni di Nostro Signore… E in primo luogo grazie, mio Dio, di averci predicato: un Dio che se ne va di villaggio in villaggio, su questa terra che ha creato e che sostiene in ogni momento con la sua Provvidenza, e in essa chiama gli uomini, che non esistono che per Lui e in Lui, alle opere di salvezza, alla fede e alla penitenza, quale spettacolo! Quale abbassamento! E quale abbassamento per puro amore! Oh dolce predicatore, quanto ci ami per intraprendere, Tu Dio onnipotente, quest’opera! Come ci ama il tuo Cuore! Come sei buono! Grazie, grazie, grazie! Oh mio Dio se fossi solamente un uomo, nessuna parola potrebbe ringraziarTi di tutte queste fatiche, di tutte queste pene, di questi lavori! Chi potrà mai ringraziare un Dio? Ah! Mio Dio, lo vedo, era proprio necessario che istituissi la Santa Eucaristia: con essa il prete può ringraziarTi degnamente, con essa e con essa sola; con essa ti si offre a Te stesso e Tu, Tu sei un’offerta degna di Te, oh mio Dio!.. Sì, offrendoti il Santo Sacrificio della Messa, il prete può ringraziarTi di tante fatiche, lavori, di questo divino e infinito abbassamento, ed anche di questo amore infinito e divino del Tuo Sacro Cuore… La Messa ti ringrazia infinitamente di tutti questi doni, per quanto infiniti siano, Ti ringrazia di Te stesso interamente, poiché Ti offre a Te stesso interamente… E credendo che Ti ringrazia perfettamente, ti onoro, perché sento il valore perfetto e infinito di un’offerta che sei Tu stesso, e riconosco l’amore infinito del Tuo Cuore, che ha voluto non solamente donarsi a noi ma darci il mezzo di ringraziarTi perfettamente del dono stesso che ci fai di Te stesso… Oh mistero dell’amore infinito, come sei profondo, e in quali abissi d’amore, in quali infiniti d’amore ci trascini alla Tua sequela! Siamo pronti, se Dio ci chiama con la voce di coloro che ha posto sulla terra per questo. Siamo pronti senza esitare il prima possibile, almeno non appena egli lo vorrà, senza ritardare questo momento di un solo giorno con la nostra volontà, se ci chiama con i suoi rappresentanti… E questo con tutto il nostro cuore, poiché è il mezzo per noi per glorificarlo di più… Con grande riconoscenza, perché quale più grande onore per noi sulla terra se non avere la possibilità di glorificarlo il più possibile… Penitenza! In cosa consiste questa penitenza? La penitenza che Nostro Signore unisce qui alla fede e della quale egli fece con essa il fondamento, l’inizio della vita cristiana, è tutto quello che separa l’anima dal demonio, la purifica e la tiene unita a Dio: dispiacere dei peccati, atti d’espiazione per chiederne perdono, preghiera che chiede il perdono a Dio, fermo proposito di non ricaderci più, umiltà alla vista delle nostre infedeltà, vigilanza per non sbagliare di nuovo, fuga dalle occasioni di peccato, riconoscenza a Dio così buono che ci perdona così teneramente, vita mortificata per sottomettere la carne allo spirito ed evitare i peccati in futuro… Fede nella buona notizia, in Dio, in Gesù Cristo, in tutto quello che Gesù insegna e in quello che insegna in suo nome la Sua Chiesa… Fede esplicita in tutte le verità che noi riceviamo dalle mani della Chiesa e che tratteniamo nella nostra memoria (almeno in Dio che ricompensa e che punisce… e anche, benché questo non sia assolutamente certo, nell’Incarnazione e nella Santa Trinità)[1]; e implicitamente in tutto quello che insegna la Chiesa, senza eccezione.


[1] Nelle sue meditazioni, Charles de Foucauld fa delle riflessioni a partire dalla teologia che studia. Egli mette ordinariamente tra parentesi le riflessioni e le distinzioni attinte da questo studio.

Traduzione a cura delle Discepole del Vangelo.