
Commento di Charles al Vangelo di domenica 20 settembre – Mt 20,1-16
Obbediamo a Dio per imitare Gesù, per obbedirgli, perché l’obbedienza è un effetto necessario dell’amore quando l’amore si rivolge a Dio…

Obbediamo a Dio per imitare Gesù, per obbedirgli, perché l’obbedienza è un effetto necessario dell’amore quando l’amore si rivolge a Dio…

Perdonare, è ancora uno dei doveri che ci impone la carità… Perdonare come vogliamo che Gesù ci perdoni…Perdonare come un tenero Padre vuole che i suoi figli si perdonino tra di loro…

Egli non dice che sia necessario domandargli tutti una stessa cosa; non dice nemmeno che bisogna pregarlo: no, è sufficiente essere riuniti nel suo nome: parlare di lui…

Dimenticare se stesso, è la prima delle tre cose che Gesù chiede a chi vuole seguirlo… Dimenticare è precisamente non avere né un pensiero, né uno sguardo, né una parola, né un’azione per sé, in vista di sé… Noi non ci apparteniamo, creature apparteniamo al nostro Creatore, riscattati siamo del nostro Redentore:.

Come sei buono, mio Dio, e che parola infinitamente dolce!… «Vivere per te», vivere di te, della tua ispirazione, vivere non più della nostra vita naturale, ma della tua vita divina, vivere in tal modo che possiamo dire come San Paolo: «Non sono più io che vivo, è Gesù che vive in me»

Grazie, mio Dio, di averci donato questo salmo così dolce dove si trovano così adorabilmente espressi i sentimenti che devono straripare dal nostro cuore, il tuo amore innanzitutto, e in seguito in vista di te, il più ardente amore del prossimo e il più ardente desiderio della sua salvezza!

«Mostraci, Signore, la tua misericordia», il frutto della tua misericordia verso di noi, Gesù! «Donaci la tua salvezza», la salvezza che viene da te, Gesù!.. «Ascolterò ciò che il Signore dirà nella mia anima», le consolazioni interiori che mi dona

Mio Signore Gesù, eccomi ai tuoi piedi, davanti a questo tabernacolo dove sei corporalmente, in questa Nazareth dove tu sei stato; mi stringo contro di te, come lo fecero un tempo qui per tanti anni Maria e Giuseppe, e come lo fanno ancora, poiché seguono, loro per primi «l’Agnello ovunque va». … Con loro e con te leggo ai tuoi piedi le parole dello Spirito Santo tutte piene di te. Spiegamele.

Rallegrarmi di ciò che Dio è Dio, questo sarà l’occupazione dei miei giorni e delle mie notti, di tutte le mie ore, durante tutta la mia esistenza!

Come sei divinamente buono, mio Dio, tu che lo Spirito Santo ci dice d’invocare con fiducia per tali motivi! Benediciamo la nostra povertà, la nostra miseria spirituale, poiché esse ci sono motivo per ottenere più grazie!
Non ci scoraggiamo dunque mai: lavoriamo e preghiamo sempre con coraggio e perseveranza per la nostra conversione; se malgrado i nostri sforzi non vediamo progressi in noi, raddoppiamo le cure, ricordandoci che «colui che persevererà fino alla fine, costui sarà salvato», che Dio è venuto a cercare «i malati e non i sani»