Ascensione del Signore – VII Domenica di Pasqua – Anno A
«Andate, insegnate a tutte le nazioni… battezzandole… e insegnando loro a custodire tutto quello che vi ho insegnato».
Grazie, mio Dio, per questo comandamento al quale, con la tua grazia, devo la salvezza, io che appartengo a una di queste nazioni convertite dai tuoi discepoli… Grazie per questo comandamento del Tuo Cuore; è proprio la ripetizione del comandamento supremo, del comandamento della Cena, del comandamento «Amatevi gli uni gli altri»[1], poiché è dire: «A prezzo di tutte le pene e di tutti i pericoli, andate a rendere partecipi tutti gli uomini, vostri fratelli in Me, del più grande dei beni, Me, Gesù»…
Il Tuo Cuore, lasciando la terra, ti ispira lo stesso comandamento che Ti ha ispirato alla vigilia di morire… Questa è l’applicazione e la spiegazione del primo: morendo, dicevi: «Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato»[2]. Salendo al cielo, aggiungi: «Amate tutti gli uomini con questo amore… E provatelo facendo per essi ciò che ho fatto per voi… Facendo loro conoscere e, se necessario, come me a prezzo del vostro sangue, tutto ciò che vi ho fatto conoscere al prezzo del mio, che ho sparso per la confessione della verità… Vi dicevo dopo la Cena che non c’è amore più grande che morire per quelli che si amano[3], e qualche ora dopo, sono morto per voi a causa dell’insegnamento che vi ho predicato… Fate lo stesso: amate gli uomini come io vi ho amato, insegnando loro ogni verità, e se necessario donando la vostra vita per loro, a causa dell’insegnamento che vi ho predicato». Grazie, grazie, grazie, mio Dio, per questo amore supremo che ti ha fatto insegnare a noi la verità, morire a causa della tua predicazione, e che ti ha fatto ordinare ai tuoi discepoli di amare tutti gli uomini come Tu li hai amati «dell’amore più grande»[4], lo dici Tu stesso, e di dimostrarlo come lo hai dimostrato loro, dando, se necessario, la loro vita per il loro insegnamento.
«Insegnate a tutte le nazioni». È dunque un dovere per la Chiesa; e la possibilità in cui si trovano gli uomini di salvarsi senza la fede esplicita, quando hanno l’ignoranza invincibile della verità e la volontà esplicita e illimitata di fare tutto quello che Dio esige per la salvezza (questo comprende la fede nella vera religione, l’ingresso di desiderio nella Chiesa, il battesimo di desiderio, la fede implicita in tutto quello che bisogna credere). Una tale possibilità non fa minimamente cessare per la Chiesa il dovere di predicare il Vangelo assolutamente a tutti gli uomini e di sforzarsi di dare loro la vera fede… E questo non solamente perché avranno infinitamente più mezzi e facilità per salvarsi nella vera fede, ma anche per pura obbedienza al comandamento esplicito di Nostro Signore: «Insegnate a tutte le nazioni».
A chi Nostro Signore dà questo comandamento? Ai soli Apostoli e a coloro che sono con loro e dopo di loro incaricati del ministero ecclesiastico? o a tutti gli uomini?… Lo fa anzitutto ai primi, poi ai secondi, ma con una restrizione: lo fa a tutti assolutamente, ma non a tutti nello stesso modo; tutti devono lavorare all’insegnamento di tutti gli uomini, ma non con gli stessi mezzi… Quali sono i mezzi che ciascuno deve impiegare? Gli apostoli, i loro successori, e i loro collaboratori, cioè i ministri della parola autenticamente stabiliti dalla Chiesa, devono predicare in ogni modo, e con le parole e con le opere e con la preghiera… Gli altri fedeli, che non sono affatto pastori ma pecore, devono in generale predicare non tanto con le parole, quanto con le opere (con l’esempio di una vita santa, una bontà per tutti che porta ad amare la loro religione, il sostegno materiale e morale fornito ai pastori delle anime, ecc.) e con la preghiera; se devono esortare con le parole, non è in pubblico, salvo rarissime eccezioni, ma in privato, rivolgendosi ai loro figli, ai loro genitori, ai loro amici, a coloro che li circondano… Tutti gli uomini devono bruciare di uno zelo uguale per la salvezza delle anime, perché tutti si salvino, perché Gesù sia conosciuto e onorato e amato appassionatamente da tutti gli uomini, e Dio sia conosciuto e glorificato da tutti gli uomini il più perfettamente possibile, venga il suo Regno, sia santificato il suo Nome, sia fatta la sua Volontà sulla terra come tra gli angeli, e il pane di vita, la Santa Eucaristia, sia adorata e ricevuta con un amore appassionato da tutte le anime, tutti i peccati siano perdonati e distrutti sulla terra, nessuno soccomba alla tentazione e contristi il Cuore di Gesù, tutti siano senza peccato, senza macchia né ruga, immacolati e santi, pronti per il cielo, vere spose di Gesù, glorificandolo e consolando il suo Cuore per quanto è possibile. Tutti devono avere il più ardente desiderio di questo, chiedendolo ogni giorno a Dio in vista di Dio, come Gesù ce l’ha insegnato, e lavorandovi senza sosta con tutte le proprie forze, ciascuno con i mezzi che la Chiesa gli indica, i pastori come pastori, le pecore come pecore, tutti con ordine e nell’obbedienza ai superiori stabiliti nella Chiesa.[5]
[1] Gv 15,12.
[2] Gv 15,12.
[3] Cfr. Gv 15,13.
[4] Gv 15,13.
[5] M/173 su Mt 27,51 – 28,20, in C. de Foucauld, Fammi cominciare una nuova vita. Meditazioni sui Vangeli secondo Matteo e Marco, Centro Ambrosiano, Milano 2024, 119-121.