Commento di Charles al Vangelo di domenica 18 gennaio – Gv 1,29-34

II domenica del Tempo Ordinario – Anno A

«Ecco l’Agnello di Dio»[1]

Come sei buono[2], mio Signore Gesù, a voler portare questo nome di «Agnello di Dio» che significa che sei vittima come l’agnello e mite come l’agnello… e che sei «di Dio» cioè fai tutto ciò che fai per Dio!

Siamo vittime sul Tuo esempio, Beneamato Gesù, vittime per amore tuo, olocausto che brucia in tuo onore, con la mortificazione, con la preghiera, esalandoci in pura perdita di noi stessi per te solo, dimenticando radicalmente noi stessi e consacrando tutti i nostri istanti a piacerti il più possibile… Siamo, come te, «vittime per la redenzione di molti», uniamo, per la santificazione degli uomini, le nostre preghiere alle tue, le nostre sofferenze alle tue, entriamo profondamente sul tuo esempio nella mortificazione per aiutarti efficacemente nella tua opera di redenzione, poiché la sofferenza è la condizione sine qua non per fare del bene al prossimo: «Se il chicco di grano non muore, non porta nulla»[3]… E siamo vittime, per Dio e per gli uomini, in vista di Dio solo: niente in vista di noi, niente in vista delle altre creature, tutto in vista di Dio solo, al quale dobbiamo rendere tutto, poiché abbiamo tutto da lui: «rendete a Dio ciò che è di Dio»[4]; tutto è Suo, rendiamoGli tutto…

Siamo tanto miti quanto il divino agnello, senza armi per attaccare, senza armi per difenderci, lasciandoci attaccare, tosare, sgozzare senza resistenza e senza una parola di lamento.[5]


[1] Nelle sue meditazioni, spesso Charles de Foucauld cita le Scritture in latino o in francese, molto probabilmente traducendo dalla Vulgata. Si è scelto di tradurre queste citazioni rimanendo fedeli alla versione riportata da Charles, anziché far riferimento all’attuale versione CEI della Bibbia.

[2] Secondo l’uso dell’epoca, Charles de Foucauld si rivolge a Dio con la seconda persona plurale. Per rendere il testo più accessibile, si è scelto di tradurre utilizzando la seconda persona singolare, secondo l’uso attuale.

[3] Cfr. Gv 12,24.

[4] Cfr. Mt 22,21; Mc 12,17; Lc 20,25.

[5] M/428, su Gv 1,1-36, in C. de Foucauld, Stabilirci nell’amore di Dio. Meditazioni sul Vangelo secondo Giovanni, Centro Ambrosiano, Milano 2025, 53-54.