Commento di Charles al Vangelo di domenica 20 settembre – Mt 20,1-16 

XXV Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

Poiché non abbiamo il Commento di Charles de Foucauld al capitolo 20 del Vangelo di Matteo, riportiamo la Meditazione 490 al Vangelo di Gv 14,28-31.

«Amo il Padre mio, e agisco secondo quanto mi ha comandato il Padre mio»…

Come sei buono, mio Dio, non solo ci getti nell’amore divino con l’obbedienza a Dio ordinandocela, dimostrandoci la sua importanza, promettendo te stesso a noi, o nostro Beneamato, come ricompensa, se noi l’osserviamo… ma vuoi finire di sprofondarci in questa obbedienza figlia, madre e compagna dell’amore, sia dandocene l’esempio, sia dichiarandoci che la pratichi con l’amore e che essa è in te un effetto dell’amore e legata all’amore.

Obbediamo a Dio per imitare Gesù, per obbedirgli, perché l’obbedienza è un effetto necessario dell’amore quando l’amore si rivolge a Dio… Obbediamogli amorevolmente, beatamente, con una riconoscenza infinita per il fatto che si degna sia di permetterci, sia anche di ordinarci di obbedirgli, e ci dona il mezzo per conoscere sempre la sua volontà e per poterla compiere sempre… Oh! Felicità ineffabile per un cuore che ama! Conoscere sempre la volontà del Beneamato, poterla compiere sempre, ricevere da lui l’ordine di compierla sempre… Quanto tutto questo è dolce al cuore che ama! Quali azioni di grazie al nostro tenero beneamato per tali beni!… E soprattutto al pensiero che questi beni hanno per effetto di accrescere in noi il nostro amore per Lui e che il suo solo desiderio è di vedere questo amore crescere in noi sempre più![1]


[1] M/490, su Gv 14,28-31, in C. de Foucauld, Stabilirci nell’amore di Dio. Meditazioni sul Vangelo secondo Giovanni, Centro Ambrosiano, Milano 2025, 148-149.