Chiamate da Dio a donarsi totalmente a Lui e agli uomini, le Discepole del Vangelo hanno scelto di vivere alla sequela del Signore, imitando lo stile di Gesù di Nazareth, sull’esempio di Charles de Foucauld. Per rispondere con fedeltà a questa chiamata hanno scelto di assumere la forma della vita consacrata, vissuta in fraternità e in comunione con la Chiesa locale, per mezzo dei consigli evangelici di povertà, verginità e obbedienza.

Il nome Discepole del Vangelo riassume il proposito, di ciascuna sorella in fraternità, di mettersi alla scuola del Vangelo, in ascolto della Parola di Dio, per imparare giorno dopo giorno a conoscere Gesù e a comprendere la volontà del Padre. La scelta del nome indica, inoltre, il desiderio di testimoniare agli uomini la bellezza di rimanere quotidianamente alla presenza del Signore e di riconoscerlo vivo e operante nella vita di ogni uomo.

Nel corso della loro storia le Discepole del Vangelo hanno riconosciuto convincenti le prospettive di vita cristiana della spiritualità di Charles de Foucauld e ne hanno fatto proprie particolarmente tre, impegnandosi a viverle in comunione con la Chiesa locale:

1. La preghiera e la contemplazione

La giornata delle Discepole del Vangelo è scandita dalla preghiera della Liturgia delle Ore, dalla celebrazione eucaristica e da un tempo prolungato di Adorazione Eucaristica silenziosa. Nelle Costituzioni leggiamo: «Le Discepole del Vangelo sanno di essere rese partecipi della preghiera del Cristo, per lo Spirito che abita in noi e grida: Abbà, Padre (cfr. Rm 8,15). Per questo, imitando la preghiera di Gesù ritengono che la dimensione contemplativa della loro vita sia la prima e fondamentale caratteristica della loro spiritualità.

“I primi atti, i primi effetti dell’amore, come gli ultimi, quelli che sono inseparabili dall’amore, che l’accompagnano finché esiste, sono l’imitazione e la contemplazione… Imitiamo dunque Gesù per amore, contempliamo Gesù per amore, operiamo in ogni circostanza per amore di Gesù” (C. de Foucauld, Opere spirituali, 188-189)» (dall’art. 29, Costituzioni).
Nella preghiera comunitaria e personale, le Discepole del Vangelo si nutrono con assiduità della Parola di Dio e si impegnano fraternamente a contemplare le vicende quotidiane con lo sguardo del Signore, per comprendere la sua volontà.

Vivono la preghiera della Chiesa con uno spirito di comunione e di fraternità; per questo offrono alle persone anche l’opportunità di partecipare ai momenti di preghiera della fraternità o di venire a pregare personalmente nella cappella delle loro fraternità locali.

2. L’accoglienza e la condivisione

«In una società dove l’egoismo ha preso il sopravvento e il ricco ha continuato ad arricchirsi e il povero è diventato sempre più povero, le Discepole del Vangelo si propongono di recuperare un clima di solidarietà ponendo la loro vita a servizio dei poveri; poveri spiritualmente e materialmente.

In questo modo viene accolta e vissuta la parola di Gesù: “Ogni volta che avete fatto queste cose ad uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40); ed ancora:“Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi, perché è mio discepolo, in verità vi dico: non perderà la sua ricompensa”(Mt 10,40.42).

Nel praticare l’accoglienza e l’ospitalità le Discepole del Vangelo danno con la loro vita il primo segno di testimonianza evangelica, compiono la loro prima opera apostolica in nome della Chiesa che ha riconosciuto il loro carisma.

Inoltre, consapevoli che il Figlio di Dio si è unito ad ogni uomo con l’Incarnazione, esse sanno che in ogni persona accolta, accolgono il Signore e accogliendo il Signore accolgono e manifestano il dono della figliolanza divina. Infatti, “a quanti l’hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv 1,12)» (art. 61 delle Costituzioni).

Secondo lo stile di accoglienza e di condivisione vissuto da Charles de Foucauld, le Discepole del Vangelo hanno scelto di vivere una vita fraterna comunitaria aperta agli altri e in particolare attenta alle necessità delle persone più povere e sole.

L’accoglienza che praticano si realizza concretamente in diverse forme:
1.ospitando per un certo periodo nelle proprie fraternità persone (soprattutto ragazze e donne) che si trovano in situazioni di emergenza e di disagio, offrendo un ambiente familiare e sereno, condividendo con loro la vita quotidiana;
2.accogliendo chi bussa alla porta quotidianamente per chiedere aiuto materiale o spirituale, per essere ascoltato o sostenuto nelle difficoltà e nelle situazioni della vita di ogni giorno;
3.andando presso le persone e le famiglie della parrocchia in cui è inserita la fraternità locale, soprattutto presso chi è solo, anziano, ammalato o emarginato.

3. L’evangelizzazione secondo lo stile ordinario e semplice della vita di Nazareth

«In questo nostro tempo, le Discepole del Vangelo vogliono essere un segno per le donne e gli uomini d’oggi. Cercheranno, con l’aiuto dello Spirito, obbedienti alle direttive della Chiesa e in comunione con i pastori, di dare una risposta alle esigenze profonde della persona umana.

Esse sono consapevoli che l’uomo d’oggi ha profondamente bisogno di Gesù Cristo.

Testimonieranno con la loro vita l’esperienza di Cristo che hanno fatto e che stanno vivendo: “Imitare Gesù facendo a tal punto della salvezza degli uomini l’opera della nostra vita, che questa parola Gesù Salvatore esprima perfettamente ciò che noi siamo, così come indica perfettamente ciò che Egli è” (C. de Foucauld, Opere spirituali, 509)» (dall’art. 67 delle Costituzioni).

Imitando lo stile vissuto da Gesù a Nazareth, nei primi trent’anni della sua vita, le Discepole del Vangelo si impegnano ad annunciare il Vangelo alle persone che incontrano in modo semplice, umile e sobrio, avendo a cuore la condizione specifica della persona.

Ciascuna sorella svolgerà una professione e un lavoro ordinari per il sostentamento della vita comune e per condividere in modo concreto la situazione degli uomini e delle donne del nostro tempo.

Inserite nella vita pastorale, parrocchiale e diocesana, e in comunione con i sacerdoti e i laici, le Discepole del Vangelo si impegnano a vivere relazioni cordiali e fraterne con tutti.

In modo particolare, partecipano a iniziative che promuovono la cura della vita spirituale e liturgica; offrono occasioni di formazione e di verifica della vita cristiana; si prendono cura delle situazioni precarie di chi è ai margini, solo o dimenticato.