Ogni mese proponiamo un libro che possa far conoscere la vicenda del beato Charles de Foucauld e diffondere le intuizioni spirituali e lo stile evangelico da lui vissuto.
La vicenda di Charles de Foucauld, e quella di coloro che dopo la sua morte hanno raccolto la sua eredità spirituale, continui ad essere una via concreta per “imitare Gesù”, come lui ha fatto.

Novembre 2017

lbr_considerare_tempo Considerate questo tempo. Discernere la Pastorale Giovanile tra fede e vocazione, 2017.
In vista del tempo di discernimento pastorale che si aprirà a settembre, uno strumento che aiuta ad andare oltre il questionario. Il quaderno “Considerate questo tempo. Discernere la Pastorale Giovanile tra fede e vocazione” offre dieci schede per un percorso di discernimento che vuole arrivare in profondità.
Tale strumento è stato presentato negli incontri di primavera durante gli appuntamenti interregionali.
Si rivolge alle consulte diocesane, ai consigli pastorali diocesani e parrocchiali, alle équipe di educatori, ai formatori di congregazioni religiose, associazioni, movimenti e altre realtà ecclesiali che hanno uno sguardo e una responsabilità particolare sulle effettive pratiche di pastorale giovanile vocazionale in Italia oggi.
Tale percorso intende fornire piste di rilettura e di verifica di queste stesse pratiche per una maggiore esplicitazione dell’intenzionalità educativa e per una consapevolezza maggiormente condivisa in vista del Sinodo dei Giovani 2018.
Il quaderno si compone di 10 schede che possono essere utilizzate ciascuna indipendentemente dalle altre. Ogni scheda è caratterizzata da una parola-chiave evocativa che orienta il pensiero e la ricerca, ma che lascia anche larga la condivisione e la relativa rilettura. Le parole non sono mutuate da un lessico pastorale, ma dalle parole di tutti i giorni. Solo l’ultima parola che compone la sfera lessicale ricompone l’intera ricerca alla luce del Vangelo e della vita cristiana.
Le sfere lessicali si sovrappongono parzialmente e rimandano l’una all’altra, senza rendere necessario il lavoro su tutte quelle proposte proprio per evitare di poter ‘inscatolare’ la realtà.
L’auspicio è che il Sinodo porti frutto anzitutto nelle chiese locali.

Ottobre 2017

lbr_ciotti_eresiaL. Ciotti, L’eresia della verità, Gruppo Abele 2017.
ll libro è una raccolta di articoli, interviste e prefazioni a libri, testi scritti da Luigi Ciotti tra il 2014 e il 2017. Si tratta di pagine che affrontano temi diversi, espressi con forme e registri diversi, ma che partono tutti da un identico presupposto etico, ovvero la “responsabilità della parola”. Vi si ritrovano fatti e temi di prepotente attualità: i poveri e i mercanti del tempio, le dipendenze, la strada, la giustizia e il perdono, il dominio delle mafie e la voglia di reagire delle persone comuni, gli “scossoni” di papa Francesco nella Chiesa di oggi. Fatti e temi all’apparenza eterogenei ma legati da una chiave di lettura unica e in qualche misura eretica: quella secondo cui la verità è sempre “ricerca di verità”, è dubbio e messa in discussione di conoscenza. La verità eretica è quella che “non si accontenta del riscontro delle parole, dei testi, delle leggi, ma vuole anche quello delle vite, delle scelte, dei comportamenti. Da sempre eretica perché mossa da un desiderio di sapere che agita e cambia le nostre vite, rendendole proprio così degne di essere vissute. Eretica perché impegna la nostra coscienza non meno della nostra intelligenza, intrecciando la ricerca del vero e la costruzione del giusto come facce di una medesima medaglia”.

Settembre 2017

lbr_vita_interioreL. Manicardi, La vita interiore. Dimensioni creative dell’esperienza umana, EDB 2014.
C’è una dimensione del futuro che, a partire da Agostino, vanta una lunga tradizione nel pensiero occidentale. Essa riguarda la vita interiore, risorsa disponibile solo se si osa l’avventura della conoscenza di sé, dell’educazione, del primato accordato ai valori umani. L’inefficacia del discorso moralistico e impositivo e il logoramento di quello esortativo e paternalistico confermano l’esigenza di cercare altrove le risposte e le indicazioni di futuro. Questa tradizione ci dice che il futuro nasce anche dall’interiorità. In tale contesto svolge un ruolo fondamentale una facoltà solitamente tenuta in sospetto, l’immaginazione. Movimento interno alla creatività, essa non è riducibile a illusione o a fuga dal reale, ma è un atteggiamento esistenziale che apre una strada al futuro e pensa che ciò che non è possibile oggi lo potrà essere domani.



Agosto 2017

lbr_carrega_mtG. Carrega, Vangelo di Matteo. Commento concentrato. Esegesi tutta polpa, Effatà, 2017. Dall’Introduzione dell’autore: Scrivere un commento a un vangelo non è certo un’opera originale: ce ne sono di tutti i gusti, di tutte le taglie e di tutti i prezzi. Ma quelli davvero buoni spesso sono anche assai voluminosi. Ma chi ha il tempo di leggerli?
Ecco perché a un certo punto mi è venuta l’idea: provare a concentrare l’ampiezza di vedute dei grandi commentari su Matteo in un libro di proporzioni modeste che evitasse le discussioni degli specialisti ma offrisse i risultati a cui sono giunti. Cioè offrire la polpa e non la buccia o i semi delle discussioni. La mia esperienza, di studio prima e di insegnamento poi della Scrittura, mi ha fatto capire che alla base della comprensione del testo ci sono sempre le domande. Un testo ci apre le sue ricchezze solo se siamo in grado di fare delle buone domande e la Bibbia non fa eccezione. Personalmente ritengo che i migliori commenti ai libri biblici siano quelli che fanno delle buone domande, anche se non sono in grado di dare le risposte. Qualcuno un giorno potrebbe trovarle, l’importante è far procedere la ricerca. Io mi propongo in queste pagine di accompagnare il lettore su alcuni sentieri che ho percorso nel vangelo di Matteo, avanzando delle domande e suggerendo delle risposte. Non ci saranno domande su tutte le questioni che sorgono dal testo, sia perché alcune intendo affrontarle nell’esame dei vangeli di Marco e Luca che, a Dio piacendo, dovrebbero proseguire l’opera, sia perché mi interessa suscitare in chi legge lo stimolo a formulare in prima persona nuovi interrogativi, appropriandosi così del metodo esegetico. Può darsi che egli ne conosca delle migliori o che ne scopra lui stesso delle ottime. Quando si va per sentieri è normale che questo accada e che ognuno scelga i suoi percorsi preferiti. Il mio scopo principale è quello di mettere sul gusto di camminare per queste strade e cerco di realizzarlo così come l’ho imparato io stesso, seguendo chi aveva già fatto quei sentieri
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Luglio 2017

lbr_vino_nuovoCongregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, Per vino nuovo otri nuovi, Libreria Editrice Vaticana, 2017. Per vino nuovo otri nuovi. Dal Concilio Vaticano II la vita consacrata e le sfide ancora aperte: questo il titolo del nuovo volume della LEV 2017, contiene le riflessioni emerse nel corso della Plenaria che la Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica hanno tenuto dal 27 al 30 novembre 2014 sul tema: «Vino nuovo in otri nuovi. La vita consacrata a 50 anni dalla Lumen gentium e dal Perfectae caritatis» che ha rivolto l’attenzione al cammino compiuto dalla vita consacrata nel post-Concilio, cercando di leggerne in sintesi le sfide rimaste ancora aperte.
Tali Orientamenti sono anche il frutto di quanto emerso a seguito dei numerosi incontri che nel corso «dell’Anno della vita consacrata hanno visto convergere a Roma, presso la Sede di Pietro, consacrate e consacrati provenienti da ogni parte del mondo» (pag.7).
Il Magistero della Chiesa, a partire dal Concilio Vaticano II, ha sempre accompagnato la vita delle persone consacrate anche attraverso grandi coordinate di riferimento e di valore come: «le Istruzioni Potissimum institutioni (1990), La vita fraterna in comunità (1994), Ripartire da Cristo (2002), Il servizio dell’autorità e l’obbedienza. Faciem tuam (2008), e Identità e missione del Fratello religioso nella Chiesa (2015)».
Per vino nuovo otri nuovi si colloca nella linea «di un esercizio di discernimento evangelico, nel quale si cerca di riconoscere – alla luce dello spirito – “quell’appello” che Dio fa risuonare nella stessa situazione storica: Anche in essa e attraverso di essa Dio chiama».

Giugno 2017

lbr_gesu_donneE. Bianchi, Gesù e le donne, Einaudi 2016. «Rialzati, alza la fronte, sta’ in piedi, non restare una donna curvata cosí dice idealmente Gesú alla donna malata in sinagoga, e cosí dice idealmente a ogni donna. In ogni tempo e in ogni luogo. Conoscere la storia della donna curva o di quella malata di emorragia uterina, della samaritana o dell’adultera, della donna straniera o dell’apostola degli apostoli, ci dice moltissimo di Gesú e di come il suo magistero incida sulla nostra vita. Il suo esempio, infatti, ci potrebbe di nuovo insegnare a camminare insieme nella diversità riconciliata e la convivenza sarebbe piú bella e piú buona».
Al tempo di Gesú, la vita di una donna in Israele non era facile. Il mattino di ogni giorno l’ebreo osservante recitava, e recita tuttora, questo ringraziamento: «Benedetto il Signore che non mi ha creato né pagano, né donna, né schiavo». La letteratura sapienziale dichiara infatti che mentre la donna vergine è desiderata per le nozze, quella sposata è «vite feconda nell’intimo della propria dimora» e la sua piú alta vocazione è essere la padrona della casa. Previdente, accorta, economa, educatrice di una prole numerosa. Dunque la donna è una presenza nascosta, afona nella società, la sua vita è dedicata alla famiglia, e viene amata finché resta al «suo» posto: il posto stabilito dagli uomini. Anche se poi alcune donne avevano una loro importanza e dignità, è su un tale sfondo religioso e culturale che si staglia la figura di Gesú. Ma il Rabbi porta anche qui la novità rivoluzionaria del Vangelo.

Maggio 2017

lbr_jesus_caritas_apr_17 La rivista Jesus Caritas espressione della famiglia spirituale di Charles de Foucauld in Italia, nasce nell’ottobre del 1960.
Nel n. 146/aprile 2017: «Il primo centenario della nascita al cielo del Beato Charles de Foucauld ha ispirato molte iniziative, tra le quali il convegno tenutosi in Roma, nei giorni 10-11 settembre 2016, per condividere l’eredità spirituale di quell’uomo eccezionale, dotato di un carisma tale da attrarre numerosi uomini e donne anche un secolo dpo la fine della sua vita terrena. [...] Queste due giornate di riflessioni e di preghiera che condividiamo ora con i lettori di questo volume, siano di aiuto per conoscere meglio Fratel Cralo, per seguire Gesù con più fede ed amore!» (dalla presentazione di B. Ardura).
Per altre informazioni sulla Rivista: Jesus Caritas

Aprile 2017

lbr_scelta_accogliere R. Mancini, La scelta di accogliere, Qiqajon 2016.

Un itinerario a partire dal riconoscimento e dall’assunzione della parola “accoglienza”: chiarificando il valore della scelta di accogliere, esperienza originante per ciascuno di noi, per giungere all’esperienza concreta e attualissima dei migranti. Con l’approccio che lo caratterizza, umano, filosofico e spirituale, l’autore ci propone un approfondimento sul diritto di tutti ad avere una casa, perché è solo grazie a un simile cammino che potremo liberarci di una situazione di oppressione e di degrado (coperta dall’eufemismo “crisi”) che grava sulla società mondiale.




Marzo 2017

lbr_credere_corpo G. Borghi, Credere con il corpo. I giovani e la fede nell’epoca della realtà virtuale, EDB 2014.

Questo libro di Gilberto Borghi non è un trattato teologico sul corpo. Non è neppure un’inchiesta sui giovani. È il racconto della quotidiana esperienza di un insegnante di religione cattolica, con tutta la freschezza di un racconto, agile e avvincente, dove le grandi questioni di Dio e dell’uomo emergono dai mille spunti disseminati nel dialogo con ragazzi e ragazze tra i quattordici e i diciannove anni, con i loro problemi, le loro speranze, i loro gusti e le loro convinzioni.
«Oggi – nota Borghi – la fede ha possibilità di essere rilevante e produrre perciò santità e cultura solo se è data in una forma che riunisca l’uomo in tutte le sue dimensioni». Anche quella corporea, che non può ridursi a una semplice «parte» dell’essere umano, ma lo coinvolge nella sua interezza. E del resto, «la nostra fede sta in piedi sul corpo! Dio si è fatto carne. Gesù risuscita nel suo corpo. Noi ci nutriamo del suo corpo e sangue. Non esiste, semplicemente non esiste, un cristianesimo senza corpo». Perciò «il recupero di una fede del corpo è il nocciolo sul quale oggi la fede sta o cade».

lbr_non_esistono_cattivi2 C. Burgio, Non esistono ragazzi cattivi. Esperienze educative di un prete al Beccaria di Milano, Paoline 2010.

Le storie dei ragazzi che l’autore incontra al Beccaria, il famoso carcere minorile di Milano, o che ospita nella sua comunità per minori in difficoltà, s’intrecciano con la sua storia di uomo e di prete, in un legame che rende sempre più fecondo il cammino, un itinerario pedagogico fatto di sfide e di rischi, ma altrettanto aperto a sorprendenti possibilità di cambiamento. Questi ragazzi che per la mentalità comune sono solo dei delinquenti, per lui sono ragazzi e basta, da amare, accogliere e sostenere nella ricerca della propria identità e umanità. Tante sono le storie difficili e drammatiche riportate, e numerose le testimonianze degli stessi ragazzi, che coinvolgono e interrogano con la loro carica di provocazione e di dolore ad aprire gli orizzonti della nostra società e della nostra vita. Questo libro nasce dall’esigenza di raccontare, attraverso la narrazione autobiografica, la straordinaria avventura dell’educare che appartiene a ciascuno, e l’impegno e la responsabilità nel consegnare alle nuove generazioni il faticoso ed appassionante mestiere di vivere.

Febbraio 2017

lbr_invisibili10 Autori, Invisibili, Centro della Famiglia 2017.

Le persone che vivono per strada sembrano scomparse, che non esistano più. L’occhio era abituato a vedere donne e uomini occupare panchine o portoni e portarsi al seguito borse, coperte e tanta altra roba, talvolta un cane. È l’immagine del barbone d’una volta, o clochard, tratteggiato bene nella figura di Bepiòda in queste prime pagine.
La crisi economica e il cambiamento hanno cancellato anche questo lembo terminale della nostra società. Ma non l’hanno liberata dai senza tetto, piuttosto ben numerosi anche se diventati invisibili. Perché oggi il senza tetto è una persona che ha forse visto i clochard e i barboni in strada dall’alto del suo attico, che forse li ha schivati con fastidio, forse derisi.
Perché nel tempo che viviamo hanno perso tutto – e anche la dimora – professionisti, operai, tecnici di aziende multinazionali, dirigenti d’azienda e impiegati, donne e uomini nostri ex-vicini di casa, e sono stati spinti in strada da un qualsiasi sgarro del destino, come la malattia, la rottura della famiglia, la perdita del lavoro, una separazione. Cause diverse, uno stesso marchio: senza tetto.
Questo libro vuole raccontare la storia di alcuni di loro, qualcuno protetto da un pseudonimo, altri invece no. Talora la loro esistenza monta su un binario di ritorno, ma non sempre. La differenza è fatta dalla solidarietà degli altri, e gli altri siamo noi.

lbr_arte_convincereA. Gil, L’arte di convincere. Come trasmettere efficacemente il tuo messaggio, EDUSC 2016.

La retorica è l’arte di convincere. Ma l’esperienza mostra che il mero dominio di questa tecnica può rivelarsi addirittura dannoso per l’oratore, che corre il rischio di vedersi sospettato di manipolazione. La retorica è un paradosso: quanto più la dominiamo, tanto più ci si rivolta contro. È vero? Dal punto di vista tecnico, sì; ma, fortunatamente, la retorica è più profonda: per convincere qualcuno bisogna prima entrare in contatto con lui, non soltanto col suo intelletto, ma anche – e fondamentalmente – con le sue emozioni, che ne rafforzano la libera decisione. Ma siccome il ricevente ha la sua sensibilità e non si lascia ingannare tanto facilmente, è fondamentale che l’emittente esamini le proprie intenzioni comunicative: quanto più esse sono sincere e rispettose, tanta più fiducia indurrà e, di conseguenza, tanto più efficace sarà la comunicazione. Nel presente libro si studia una retorica dei valori con un fondamento ecologico, basato sulla responsabilità e sulla solidarietà, in cui occupa un ruolo centrale la riflessione sulla qualità umana del relatore, perché soltanto una persona convincente saprà convincere con efficacia. Alberto Gil è ordinario di Traduttologia in lingue romaniche e docente di retorica nell’Università del Saarland (Universitaet des Saarlandes), in Germania. Il suo campo di ricerca comprende la linguistica comparata, la scienza del testo e l’ermeneutica traduttologica, così come la retorica nelle sue molteplici dimensioni (cfr www.rhethos.de). In Germania e in Italia sono noti e apprezzati i suoi corsi di retorica per universitari, dottorandi avvocati e dirigenti d’impresa.

Gennaio 2017

lbr_piccoli_atei2F. Garelli, Piccoli atei crescono. Davvero una generazione senza Dio?, Il Mulino 2016.

Atei, non credenti, increduli: è la rappresentazione che sempre più spesso viene data delle nuove generazioni. In effetti la negazione di Dio e l’indifferenza religiosa tra i giovani sta crescendo sensibilmente, anche per il diffondersi di un “ateismo pratico” tra quanti mantengono un legame labile con il cattolicesimo. Tuttavia, la domanda di senso è vivace. Per molti il sentimento religioso si esprime nella propria interiorità personale, passando da una dimensione verticale (lo sguardo alla trascendenza) ad una orizzontale (la ricerca dell’armonia personale). Tenendo presente questo profondo mutamento, il volume mette in luce il “nuovo che avanza” a livello religioso.





lbr_parola_poveri2P. Mazzolari, La parola ai poveri, EDB 2016.

«Ci farà bene leggere e meditare queste pagine molto attuali di Don Primo Mazzolari, sacerdote coraggioso. Lui ci ricorda che i poveri sono la vera ricchezza della Chiesa, i poveri sono l’unica salvezza del mondo! Chiediamo al Signore la grazia di vedere i poveri che bussano al cuore, e di uscire da noi stessi con generosità, con atteggiamento di misericordia, perché la misericordia di Dio possa entrare nel nostro cuore» (Francesco).
«Non possiedo niente. La roba non mi ha fatto gola e tanto meno occupato.Non ho risparmi, se non quel poco che potrà sì o no bastare alle spese dei funerali che desidero semplicissimi, secondo il mio gusto e l’abitudine della mia casa e della mia chiesa.Non ho niente e sono contento di non avere niente da darvi.Intorno al mio Altare come intorno alla mia casa e al mio lavoro non ci fu mai “suon di denaro”: il poco che è passato nelle mie mani – avrebbe potuto essere molto se ci avessi fatto caso – è andato dove doveva andare. Se potessi avere un rammarico su questo punto, riguarderebbe i miei poveri e le opere della parrocchia che avrei potuto aiutare largamente: ma siccome ovunque ci sono poveri e tutti i poveri sono del Signore?» (Dal Testamento di don Primo Mazzolari).

Anno 2016

Dicembre 2016

lbr_profezie_oggiE. Bianchi (ed.), Profezie per l’oggi, Qiqajon, Magnano (BI) 2016.

La profezia, che ripete con forza le esigenze del vangelo, continua a risuonare anche oggi mentre la chiesa si riscopre ancora una volta semper reformanda, sempre alla ricerca di un’autentica “ri-forma”. In questo libro sono raccolti scritti accomunati dal tema della povertà, compresa e incarnata come scelta di rinunciare a ogni potere sugli altri, scelta di conformarsi sempre più alla vita di Gesù narrata nei vangeli. Ecco, allora, pagine di incredibile attualità, vere e proprie profezie per l’oggi: un’occasione per cogliere e interpretare con creatività il gemito dello Spirito che continua a introdurre la chiesa nella compiuta verità del Figlio di Dio che da ricco “si è fatto povero per noi, perché diventassimo ricchi per mezzo della sua povertà”.




lbr_martini_sole
C.M. Martini, Il sole dentro, Piemme 2016.

Un testo inedito del 1975, ritrovato fra le carte di Carlo Maria Martini. Un viaggio meditativo sulla vita dell’anima e la lotta spirituale, proposto dall’allora Rettore del Pontificio Istituto Biblico di Roma, che sarebbe poi diventato cardinale di Milano. In questo scritto – recuperato a seguito del lavoro di riordino e archiviazione a cura della Fondazione Martini – si rivela ancora una volta non solo il fine esegeta della Sacra Scrittura e il pastore che sarebbe stato poi grandemente ascoltato negli anni milanesi, ma anche il profondo scrutatore dell’animo umano capace di scandagliare le vanità e le debolezze dell’io nel costante combattimento fra l’opzione fondamentale per il bene e la resa di fronte alla fascinazione del male. Questa sorta di “manuale di vita interiore” aiuta a guardarsi dentro, a individuare le nostre inquietudini, a difendersi dal “morso dello spirito negativo” e ad affrontare quello stato di “desolazione spirituale” sempre in agguato sulla strada di chi vuole seguire il Vangelo; non manca un’instancabile esortazione alla fiducia, soprattutto quando si cade nei tentacoli delle forze oscure del maligno, perché come scrive Martini in queste pagine: “Tornerà il sereno. Dovremo solo attendere il riapparire del sole interiore, della luce dell’anima, con disposizione paziente, risoluta e coraggiosa”.

Novembre 2016

lbr_claudio_girardiA. Guidolin (ed.), Infinita FIducia. Quaderni spirituali di don Claudio Girardi (1997-2010), San Liberale, Treviso 2016.

Un altro regalo, un prezioso regalo, di don Claudio Girardi, deceduto nel 2010 a soli 34 anni. Dopo le sue omelie, vivaci e profonde raccolte nel libro “Con gli occhi fissu su Gesù” (Editrice San Liberale 2013), ci viene posta tra le mani una raccolta di scritti tratti dai suoi “Quaderni spirituali” personali. Se le omelie ci hanno fatto conoscere ciò che egli diceva agli altri, questi scritti ci rivelano che cosa egli diceva a se stesso e a Dio. Ci è dato così di conoscere la sua straordinaria ricchezza spirituale. Questo seminarista e giovane prete, che voleva essere – come egli ripete nei suoi scritti – piccolo, nascosto, abbandonato, annientato, prete “inefficiente secondo il mondo”, ultimo («Signore, fammi ultimo… insegnami a credere realmente che il mio posto è l’ultimo»), ci lascia incantati e stupefatti di fronte alla profondità del suo mondo interiore. Una storia che, vista dalla parte di don Claudio, non è fatta solo di gioiose elevazioni spirituali, di momenti radiosi ed esaltanti; non racconta soltanto quanto Claudio fosse innamorato di Dio, quale sia stata la misura del suo amore a Gesù, quanto immenso sia stato il desiderio di donarsi senza nulla, ma proprio nulla, trattenere per sé («Questo amore mi fa vibrare come una corda di violino… mi fa gridare per l’incapacità di contenerlo»). Vi troviamo anche, in questa storia, i momenti di oscurità e il peso greve di un’“assenza” che faceva gemere, o la sofferta domanda se mai Dio lo chiamasse per strade diverse, più radicali: vi sono, insomma, anche le sue esperienze di “lotta con Dio” («Il mio Diletto tarda a farsi conoscere. Il mio Bene mi ferisce. Il mio Unico mi frantuma»). Ma alla fine ha sempre la meglio – per riprendere il titolo dato alla raccolta – la sua “fiducia infinita” in Dio («Dopo mesi… anni di tenebra, appiccicosa come catrame e sporca, mio Dio, un po’ di luce. Cammini che si aprono. Vita che respira. Cuore che batte. Dio solo. Dio solo. Dio solo. Solo Amore. Solo Amore. Solo Amore»).
Questi “Quaderni” ci dicono la vicenda di un credente e di un prete che ha preso Dio sul serio. Claudio non ha giocato né con Dio, né con se stesso, né con gli altri; ma si è giocato fino in fondo, cercando di costruire giorno dopo giorno, umilmente, tenacemente, una radicalità che si avvicinasse il più possibile alla radicalità di Dio in Cristo. Ha preso sul serio la risposta che la sua vita poteva, e perciò doveva, dare a Dio, il suo sì, il suo «Ecco, io vengo» (Eb 10,9). Gianfranco Agostino Gardin, vescovo di Treviso

Ottobre 2016

lbr_rivista_jc

La rivista Jesus Caritas espressione della famiglia spirituale di Charles de Foucauld in Italia, nasce nell’ottobre del 1960.
Nel n. 144/ottobre 2016: seguendo ancora il “binario” Centenario di frère Charles e Anno della misericordia sono proposti diversi contributi che aiutano a leggere e vivere meglio questo tempo di grazia. Assieme agli articoli e scritti di Charles si trovano anche delle testimonianze interessanti di persone che, nella vita quotidiana, vivono secondo il “messaggio di Nazaret” e avvertono la necessità di condividere la propria esperienza in questo anno centenario.
Chi conosce Charles de Foucauld sa bene che la sua vita illumina chiunque si accosti a lui.
Per altre informazioni sulla Rivista: Jesus Caritas

Pulcini cop. E. Pulcini, La cura del mondo. Paura e responsabilità nell’età globale, Bollati Boringhieri 2009.

Elena Pulcini insegna Filosofia sociale all’Università di Firenze. I suoi numerosi saggi riflettono su individualismo, passioni, soggettività femminile e legame sociale. Nel 2009 pubblica «La cura del mondo. Paura e responsabilità nell’età globale». In questo suo ultimo lavoro, l’autrice tratteggia i lineamenti della globalizzazione, definendola un «fatto sociale», un fenomeno che investe l’intero tessuto civile, politico ed economico, nel quale gli eventi, le scelte, le relazioni del nostro presente sono tra loro interdipendenti. Come ci ricorda anche papa Francesco nella Laudato sì attraverso una sorta di leit motiv attorno al quale si sviluppa gran parte dell’enciclica: «tutto è connesso». E. Pulcini si dichiara non credente, eppure è sorprendente notare come alcuni aspetti del suo pensiero siano vicini alle prospettive offerte dal pontefice, e viceversa. Così anche per la nostra autrice la crisi ecologica non è soltanto questione di inquinamento, gestione delle risorse naturali o di interventi normativi immediati, ma richiede una riflessione più ampia e complessa del presente che oggi ci troviamo ad abitare. Il percorso tracciato dall’autrice ci accompagna lungo un’ interessante ed audace analisi antropologica e sociologica dell’uomo nell’età globale, permettendoci di intravedere, tra le debolezze e le fragilità sociali di oggi, le chances e le risorse per ri-scoprire la cura del nostro mondo. Una cura, sostenuta e alimentata dall’ evoluzione delle passioni umane, in particolar modo dalla «paura», la quale se educata, può aprire l’uomo ad una nuova consapevolezza della propria e altrui vulnerabilità e con questa, ad una maggiore responsabilità per sé, per il mondo e le generazioni future.

Settembre 2016

lbr_consigli_vita_spA. Louf, Consigli per la vita spirituale, Qiqajon 2009.

La vita spirituale è l’esperienza di una vita che si identifica con la persona di Gesù e la sua storia umana. Il credente riceve il germe di questa esperienza attraverso il battesimo che lo destina definitivamente alla vita in Cristo. Possiamo sperimentare la forza di questa vita già quaggiù sulla terra, pur nella debolezza, nelle cadute e nelle tentazioni, tramite le meraviglie della grazia che opera in noi.





Agosto 2016

lbr_amoris_laetitiaFrancesco, es. ap. Amoris Laetitia, 19 marzo 2016.

«La Chiesa vuole raggiungere le famiglie con umile comprensione, e il suo desiderio “è di accompagnare ciascuna e tutte le famiglie perché scoprano la via migliore per superare le difficoltà che incontrano sul loro cammino”».
A pochi mesi di distanza dalla chiusura del Sinodo dei Vescovi sulla famiglia, celebrato a Roma nell’ottobre 2015, Papa Francesco consegna alla Chiesa la sua Esortazione apostolica.
La gioia dell’amore che si vive nelle famiglie è anche il giubilo della Chiesa. Come hanno indicato i Padri sinodali, malgrado i numerosi segni di crisi del matrimonio, «il desiderio di famiglia resta vivo, in specie fra i giovani, e motiva la Chiesa». Come risposta a questa aspirazione «l’annuncio cristiano che riguarda la famiglia è davvero una buona notizia».


Luglio 2016

lbr_pagazzi_perdonaC. Pagazzi, Gesù mio perdona le nostre colpe, Glossa, Milano 2016.

Questo libretto intende offrire qualche spunto a margine della bellissima preghiera insegnata da Maria ai pastorelli di Fatima. Si tratta senza dubbio di una delle suppliche più diffuse e recitate nell’ultimo secolo. Tra le più vibranti; capace di visitare con semplicità le sfumature tremendamente serie e rasserenanti della fede. Le parole di questa invocazione a Gesù hanno ormai quasi cento anni (1917); continuano però a stupire per la finezza, il garbo, la profondità. La concisione della preghiera ne rende facile l’apprendimento “a memoria”, o come direbbero francesi e inglesi, “tramite il cuore” (par cœur, by heart). Possa quindi essere gentile e fedele compagna di viaggio lungo la via che siamo chiamati a percorrere.



Giugno 2016

lbr_borgna Eugenio Borgna, Responsabilità e speranza, Einaudi, Torino 2016.

Noi rispondiamo – o dovremmo rispondere – al dovere, al carico di pensarci sempre in relazione con gli altri, e con noi stessi, non solo mediante le nostre azioni ma anche mediante le nostre parole e le nostre emozioni. Ne sentiamo la responsabilità nello scorrere delle giornate in cui siamo continuamente chiamati ad ascoltare gli altri, a rispondere alle loro angosce e alle loro speranze. Conoscere se stessi e conoscere gli altri è il modo piú intenso di essere responsabili. Nessuno si conosce del resto fino a quando è soltanto se stesso, e non, allo stesso tempo, anche un altro. Noi non siamo mondi isolati, dalle porte e dalle finestre chiuse, ma mondi aperti all’ascolto in una circolarità di esperienze che ci rendano consapevoli di quanta sia la nostra responsabilità nel determinare i modi di essere e di comportarsi degli altri. Le loro speranze. La speranza, che è apertura al futuro, ci obbliga a pensare non solo alle conseguenze presenti e passate delle nostre azioni e delle nostre parole, ma anche alle conseguenze future, e ci obbliga a ricercare quello che è ancora possibile in ogni situazione della vita. Nel libro la speranza è analizzata nelle sue diverse articolazioni tematiche che abbiamo il dovere e la responsabilità di conoscere. Come dice Nietzsche, la speranza è un arcobaleno gettato al di sopra del ruscello della vita, inghiottito centinaia di volte dalla spuma e sempre di nuovo rinascente. Non lasciamo morire in noi la speranza se vogliamo aiutare chi la sta perdendo. Lo dice Walter Benjamin: solo per chi non ha piú speranza ci è data la speranza.

lbr_esodoD. Quirico, Esodo. Storia del nuovo millennio, Neri Pozza, 2016.

Questo libro è la cronaca di un viaggio con i popoli migranti che si stanno riversando in Europa. È il racconto in presa diretta della Grande Migrazione che sta già mutando il mondo e la storia a venire. Un esodo che ha inizio là dove parti intere del pianeta si svuotano di uomini, di rumori, di vita. Negli squarci sterminati di Africa e di Medio Oriente, nei luoghi dove tutti quelli che possono mettersi in cammino partono e dove gli unici rumori sono quelli della guerra. Termina nel nostro mondo, dove file di uomini sbarcano da navi. È il Grande Esodo. Il libro racconta la coralità di questa mutazione: non storie singole di migranti, ma il viaggio, in terra e in mare, che li ha resi un popolo nuovo.



Maggio 2016

lbr_mercanti A. Pozzi, Mercanti di schiavi. Tratta e sfruttamento nel XXI secolo, S. Paolo, Milano 2016.

La tratta di esseri umani è la peggiore schiavitù del XXI secolo e riguarda il mondo intero. In Italia i nuovi schiavi sono le ragazze costrette a prostituirsi in strada o nei centri massaggi, gli uomini obbligati a lavorare nei campi sino a 14 ore per pochi spiccioli, i bambini forzati a mendicare o le madri che cercano di mantenere i figli lasciati a casa accettando lavori in condizioni servili. Allargando un poco lo sguardo, i nuovi schiavi sono i bambini venduti dai terroristi in Medio Oriente; uomini e minori costretti a lavorare in condizioni subumane nelle miniere dell’America Latina o i bambini-soldato dell’Africa. E sono moltissimi altri, sino a raggiungere le nuove frontiere dello sfruttamento, che vanno dalle gravidanze surrogate alle spose-bambine. I nuovi schiavi hanno in comune le situazioni di estrema vulnerabilità da cui provengono: guerre, povertà, diseguaglianze, corruzione, violenze e persecuzioni. Ma anche l’incapacità – o la non volontà – dei governi locali e delle istituzioni internazionali di affrontare il fenomeno. Non si tratta infatti solo di perseguire i criminali, ma anche di agire sulle cause che obbligano milioni di persone a lasciare le loro case, spingendole spesso nelle reti dei trafficanti; e sulla domanda, soprattutto di lavoro servile o di sesso a pagamento, in continua crescita nei Paesi più sviluppati. Un reportage che racconta tutte le verità sulla tratta di esseri umani e le nuove schiavitù del XXI secolo.

lbr_imparare_pregare D. Bonhoeffer, Imparare a pregare, Qiqajon, Magnano (BI) 2015.

Gesù Cristo, Parola di Dio, ci insegna a pregare. Se vogliamo pregare con certezza e gioia, la parola della Scrittura dovrà essere la solida base della nostra preghiera. I salmi sono stati per eccellenza il libro di preghiera di Gesù: egli ha portato di fronte a Dio ogni miseria, ogni gioia, ogni ringraziamento e ogni speranza degli uomini. Sulla sua bocca la parola umana diventa parola di Dio.






Aprile 2016

lbr_stercal_lun C. Stercal, Il pensiero del lunedì. Spiritualità del quotidiano, EDB, Bologna 2015.

Un breve pensiero all’inizio di ogni settimana: l’autore comincia a inviarlo a un gruppi di amici e di ex studenti dei corsi di Teologia all’Università Cattolica. Col tempo l’uso si fa consuetudine e l’iniziativa assume il nome de «Il pensiero del lunedì»: le riflessioni, per quanto brevi, ambiscono ad aprire una piccola finestra sulla settimana appena avviata, per affrontarla con un pizzico di consapevolezza in più e con uno spirito diverso. Le risposte che arrivano da oltre tremila indirizzi e-mail sono interessanti. «Tutti accolgono il pensiero come un invito a riflettere», spiega l’autore. «Molti lo inviano ad altri: a un amico, a un familiare, a un compagno di studi, a un collega di lavoro… Di norma per condividere la riflessione. A volte per richiamare a un valore che ritengono importante, utilizzando l’e-mail quasi come una raccomandazione. Altri utilizzano i pensieri per dare avvio a un incontro in parrocchia, a scuola, sul posto di lavoro…».


lbr_taglianiM. Tagliani, Il maestro dentro. Trent’anni tra i banchi di un carcere minorile, Add, Torino 2014.

Mario Tagliani è un maestro, e a questo lavoro ci è
arrivato un po’ per caso un po’ per passione un po’ per amore. Quando negli anni Ottanta approda a Torino, vince un concorso pubblico e si presenta a scuola per il suo primo giorno da maestro. La direttrice lo guarda, quasi scrutandolo, e poi gli affida il Ferrante Aporti, il carcere minorile della città. Comincia così la storia di Mario, il maestro che ha accompagnato sui banchi centinaia di ragazzi che tra quelle mura hanno scontato la loro pena. Il suo è un mondo sconosciuto a chi sta fuori, ed è fatto di sconfitte e rabbia, ma anche di sorrisi, vittorie e persone che ti cambiano la vita. E cui cambiare la vita. Un libro che è un viaggio nell’universo carcerario minorile che in questi anni è cambiato in modo radicale: non più gli italiani (affidati a strutture alternative), ma ora gli stranieri con cui il maestro deve trovare una lingua comune per riprendere un dialogo. La storia di Mario Tagliani e dei suoi ragazzi è scritta con tutta la passione e l’amore che lui mette nel suo lavoro, con la dolcezza e la libertà che ogni giorno porta in classe.

Marzo 2016

lbr_vulnerabD. Cravero, Vulnerabilità, Ed. Messaggero, Padova 2015.

Vulnerabili. Siamo fragili, friabili, fatti di terra.
La vulnerabilità è la base stessa della vita, è la condizione che appartiene a ogni individuo. Non è facile accettarci così. Ci vuole una vita intera per riconoscerci impotenti e vulnerabili. In questo libro l’autore suggerisce un cammino di ricerca e sperimentazione che riconosce nei legami il rimedio più efficace alla vulnerabilità: perché proveniamo da altri, grazie agli altri possiamo uscire da noi stessi, sopportare le nostre debolezze e cercare di alleggerire quelle altrui.




Febbraio 2016

lbr_contemplative_mondoP.s. Magdeleine di Gesù, Contemplative nel mondo. Una nuova idea di vita consacrata, Ed. Terra Santa 2015.

Nel 1945, Magdeleine di Gesù, che ha da pochi anni fondato la Fraternità delle Piccole Sorelle di Gesù ispirandosi all’opera e agli scritti di Charles de Foucauld, elabora un testo ad uso interno per descrivere alle giovani candidate la sua idea “nuova” di vita consacrata. L’anno successivo, senza il consenso dell’autrice, il “Bollettino verde” (con questo nome lo scritto diventerà famoso a motivo del colore della copertina) viene pubblicato da un’importante rivista. Le reazioni sono immediate, tra chi lo accoglie con entusiasmo come un testo “rivoluzionario” e chi, in ambiti ecclesiastici, lo condanna apertamente. Una vita contemplativa ma profondamente inserita nella vita di tutti i giorni e soprattutto nei contesti sociali più poveri e marginali. Insieme, il richiamo a una scelta di povertà radicale. Elementi difficili da immaginare nella Chiesa prima del Concilio Vaticano II.
Il volume presenta per la prima volta il testo integrale del “Bollettino verde”, accompagnato da testi che ne facilitano la comprensione e aiutano a coglierne l’importanza. Il libro è curato da padre Andrea Mandonico, postulatore della causa di beatificazione di piccola sorella Magdeleine. La prefazione è del cardinale Georges Cottier, teologo emerito della Casa Pontificia.

lbr_vita_responsabile D. Bonhoeffer, La vita responsabile, San Paolo 2015.

Le pagine che compongono questo vero e proprio “pamphlet” sulla libertà e la responsabilità in tempi difficili, furono offerte da Bonhoeffer ad alcuni amici, in occasione del Natale 1942. Il teologo protestante era già in carcere e non ne sarebbe mai più uscito, per aver preso posizione contro il regime nazista.
Oggi, a distanza di settant’anni, queste pagine appaiono di una modernità che stordisce, capaci di interpretare le domande che sono ancora fondamentali e che possiamo riassumere in questa: che donne e uomini vogliamo essere? O, ancora: che cristiani vogliamo essere?
La vita responsabile è un dovere a cui fare ritorno, perché ciò che accade ai nostri giorni e quotidianamente ci provoca non accada invano.


Gennaio 2016

lbr_Dio_modo_mioR. Bichi e P. Bignardi (ed.), Dio a modo mio. Giovani e fede in Italia, Vita e Pensiero 2015.

Che rapporto hanno i giovani con la fede?
Quali sono le loro credenze e i loro atteggiamenti nei confronti della religione?
Come hanno vissuto l’esperienza dell’Iniziazione cristiana, quali ricordi hanno del catechismo? Sappiamo che molti di loro, dopo la Cresima, si allontanano dalla Chiesa: quali ne sono i motivi? E quali esperienze e cammini possono portare a un riavvicinamento? A queste e ad altre domande hanno risposto centocinquanta giovani, ragazze e ragazzi tra i diciannove e i ventinove anni, tutti battezzati, residenti in piccole e grandi località del Nord, Centro e Sud di Italia, con diverso titolo di studio. Cinquanta tra coloro che si sono dichiarati credenti nella prima fase della ricerca, promossa dall’ente fondatore dell’Università Cattolica Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, sono stati di nuovo intervistati e hanno raccontato – per la prima volta nel nostro Paese con tale estensione e profondità di indagine – la loro esperienza di fede e il loro vissuto religioso, rivelando un interessante spaccato di questa intima dimensione della vita, delle sue luci e delle sue ombre.

lbr_rapiti_Dio
G. Allegri – G. Bussière – G.Marta, Rapiti con Dio. Due mesi prigionieri di Boko Haram, Emi 2015.

4 aprile 2014. Gianantonio Allegri, Giampaolo Marta e Gilberte Bussière (due preti fidei donum di Vicenza e una suora canadese) sono missionari da tempo nel nord del Camerun, al confine con la Nigeria, zona infestata da Boko Haram. Quella notte vengono rapiti da un commando di terroristi.
Costretti a trascorrere due mesi nella foresta, vivono un’autentica spogliazione: della libertà, prima di tutto; ma anche dei minimi conforti materiali, come il cibo, l’acqua, un tetto, un giaciglio. L’insperata opportunità – pur limitata ai primi giorni – di celebrare la messa, e poi la scelta di impegnare ogni giornata nella condivisione della parola di Dio e nella preghiera trasformano la loro prova in un autentico cammino di conversione. Lo racconta il diario che suor Gilberte riesce, clandestinamente, a compilare. Subito dopo la liberazione, vi annota infatti: «La vita fraterna eccezionale che abbiamo vissuto ci aiuterà a vivere il rispetto, la pazienza, la tolleranza, l’umiltà, la mitezza, la compassione e l’amore ovunque andremo a vivere».

Anno 2015

Dicembre 2015

lbr_parlarsi E. Borgna, Parlarsi, Einaudi 2015.

Nel corso della nostra vita siamo accompagnati da alcune esperienze fondamentali che ci consentono di conoscere cosa noi siamo e cosa sono gli altri; e fra queste esperienze come non ripensare alla tristezza, alla sofferenza, alla felicità, alla solitudine, alla tenerezza, al desiderio di comunità e di comunità di destino, alla speranza, alla malattia e alla morte volontaria, e ai modi con cui entrare in comunicazione con ciascuna di queste esperienze? Ma cosa è questa parola ambivalente, “comunicazione”, che entra in gioco in ogni forma di discorso e di vita? Comunicare vuol dire rendere comune (dal latino munus, dono): è dialogo, relazione. Significa entrare in relazione con la nostra interiorità e con quella degli altri, nella convinzione che comunicazione sia sinonimo di cura. Noi entriamo in relazione con gli altri, allora, in modo tanto più intenso e terapeutico quanta più passione è in noi, quante più emozioni siamo in grado di provare e di vivere.



Novembre 2015

lbr_boldriniL. Boldrini, Solo le montagne non si incontrano mai, Rizzoli, 2013 2015.

Somalia , 1994. Murayo, una bambina gravemente malata, viene lasciata in un ospedale militare italiano per essere curata. Il padre va a visitarla una volta e poi sparisce. La piccola diventa la mascotte dell’accampamento fino al momento del ritiro del contingente. Ma il militare che avrebbe dovuto accompagnarla all’orfanotrofio di Mogadiscio non se la sente di abbandonarla, le vuole bene e decide di portarla con sé. Murayo arriva in Sicilia e diventa il centro di una nuova famiglia. È convinta di aver perso tutti i suoi cari e la Somalia resta per lei solo un lontano ricordo. Fino a quando, quattordici anni dopo, una puntata della trasmissione Chi l’ha visto? rimescola di nuovo le carte e accade quello che nessuno avrebbe mai immaginato: Murayo riconosce suo padre in un campo di rifugiati in Kenya. Solo le montagne non si incontrano mai è l ’incredibile storia di una ragazza che intraprende il viaggio più importante della vita per ritrovare la sua famiglia.


Ottobre 2015

lbr_ZoccaratoG. Pagotto (ed.), Una vita per la missione. Padre Silvano Zoccarato, Pime, San Liberale 2015.

Padre Silvano ha accettato la sfida dell’incarico nella Parrocchia di Touggourt con l’ardore con cui aveva vissuto la sua lunga esperienza in Camerun, con la sua umanità e, soprattutto, con il suo grande amore verso Gesù e verso il Vangelo, per i quali ha consacrato la sua vita.
L’esperienza del Pime a Touggourt è uno di questi ponti per andare verso gli altri… in modo da promuovere relazioni basate sulla stima reciproca, sul rispetto dell’altro nella sua identità religiosa e anche sul desiderio di costruire insieme un mondo migliore. Bisogna saper inventare… creare. D’altra parte l’Amore per sua natura è creativo!
Papa Francesco, nella dichiarazione comune col patriarca ecumenico Bartolomeo I, ha esortato a riconoscere l’importanza di un dialogo costruttivo con l’Islam basato sul mutuo rispetto e l’amicizia. Musulmani e cristiani sono chiamati a lavorare insieme per amore della giustizia, della pace e del rispetto della dignità e dei diritti di ogni persona (La ricerca comune non ci allontana dalla verità, 25 maggio 2014, n. 7-8).
Umilmente, ma con determinazione, la comunità del Pime a Touggourt si è impegnata ad andare in questa direzione e padre Silvano ne ha aperto il cammino.
(Claude Rault, Vescovo di Laghouat-Ghardaia nel Sahara algerino – Beni Abbes – 7 maggio 2015)

Settembre 2015

lbr_raultC. Rault, Il deserto è la mia cattedrale. Il vescovo del Sahara racconta, Emi 2015.

L’esperienza della Chiesa d’Algeria negli ultimi cinquant’anni – ovvero dopo l’indipendenza del paese – ha molto da dire, nella sua singolarità, a chiunque si interroghi sulla testimonianza del Vangelo nel mondo contemporaneo, in particolare dove i cristiani si trovano in forte minoranza. La diocesi di Laghouat-Ghardaïa, nel Sahara, misura 2,5 milioni di kmq, ma conta poche decine di cattolici. Abitato come fosse una cattedrale, il deserto, al centro del racconto autobiografico di mons. Rault, diviene luogo santo di preghiera e di incontro spirituale con il fratello musulmano. Era lo stile dei monaci martiri di Tibhirine e del loro priore Christian de Chergé, al quale mons. Rault è stato legato da lunga e intensa amicizia e con il quale ha condiviso dalle origini il progetto della Ribât Essalâm, il «Legame della pace».



Agosto 2015

lbr_forti_odio Più forti del terrore. I cristiani del Medio Oriente e la violenza dell’ISIS, Emi 2015.

«Noi cristiani abbiamo una vocazione: la pace, l’apertura, l’amore, il perdono, il dialogo, il lavoro insieme per una vita migliore». Sebbene sia alla guida di una delle comunità cristiane più perseguitate al mondo, quella irachena, Louis Raphaël Sako, patriarca di Babilonia dei Caldei (Baghdad), tiene alta la fiaccola della speranza.
Oggi la violenza disumana dell’Isis, ieri le autobombe di al-Qaeda, prima la guerra d’invasione anglo-americana e il regime di Saddam Hussein: la storia recente dell’Iraq è un rosario di assassini, attacchi e uccisioni. Ma in queste tenebre brilla una storia di provata fedeltà: «I nostri cristiani sono pronti a sacrificarsi per la loro fede – racconta Sako –. Ho molte testimonianze di giovani pronti a morire piuttosto che rinunciare alla loro fede».
Piagati dalla furia omicida di terroristi che abusano dell’islam, i cristiani d’Iraq diventano per l’Occidente il richiamo alla pacifica radicalità che il Vangelo domanda a ciascun discepolo di Cristo. Sako testimonia la tenace ricerca della convivenza tra le diverse religioni, il rifi uto di odiare gli altri, anche i propri carnefici, e l’attualità bruciante della profezia di Gesù: «Perseguiteranno anche voi. Ma neppure un capello del vostro capo perirà».
Un libro per vivere in solidarietà con un popolo schiacciato dalla barbarie, ma ancora vivo nella sua forza interiore.
«La croce della nostra Chiesa caldea è una croce gloriosa. Nelle nostre chiese non si trova Cristo sulla croce, ma una croce senza Cristo. Per noi cristiani, così spesso perseguitati, è speranza di risurrezione. Gesù è risorto e noi avremo la stessa sorte. Non abbiamo paura!» (Louis Raphaël Sako, Patriarca di Baghdad).

Luglio 2015

libro_francesco_laudato2 Francesco (Jorge Mario Bergoglio), Laudato si’. Enciclica sulla cura della casa comune, 2015.

“In larga parte è l’uomo che prende a schiaffi la natura, continuamente. Noi ci siamo un po’ impadroniti della natura, della sorella terra, della madre terra. Un vecchio contadino una volta mi ha detto: ‘Dio perdona sempre, noi gli uomini perdoniamo alcune volte, la natura non perdona mai, se tu la prendi a schiaffi lei lo fa a sua volta. Credo che noi abbiamo sfruttato troppo la natura”. (Papa Francesco) Con coraggio e lungimiranza, papa Francesco affronta in questa nuova, attesa enciclica, la seconda del suo pontificato, un tema di tipo sociale ed ecologico, oltre che di fede: la tutela dell’ambiente e del Creato. Su questi temi di grande attualità, la Chiesa viene giustamente considerata la voce più forte ed eloquente in materia, punto di riferimento anche dei trattati internazionali e delle conseguenti fonti normative, comunitarie e nazionali. Un argomento caro a Bergoglio che più volte si è espresso in materia con grande forza: “Vorrei chiedere, per favore, a tutti coloro che occupano ruoli di responsabilità in ambito economico, politico o sociale, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà: siamo “custodi” della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell’altro, dell’ambiente; non lasciamo che segni di distruzione e di morte accompagnino il cammino di questo nostro mondo!”. La seconda enciclica di papa Francesco, dedicata al tema dell’ambiente e del Creato è qui presentata con l’introduzione di Carlo Petrini.

Giugno 2015

libro_magatti_giaccardiM. Magatti – C. Giaccardi, Generativi di tutto il mondo, unitevi!, Feltrinelli, Milano 2014.

La libertà in condizioni di libertà è diversa dalla libertà in condizioni di costrizione. È questo il problema che interpella oggi la “società dei liberi”. È vero, ci siamo liberati. Ma nel frattempo siamo divenuti prigionieri della potenza: quella dei grandi apparati tecno-economici e quella della volontà di potenza soggettiva, in continua espansione. Tutti uguali, finalmente disinibiti, perennemente in cerca, sempre aperti a tutto. Ma trasformando, alla fine, il desiderio in godimento e facendoci schiavi della performance. Arrivando a negare la realtà, il senso, l’altro da noi, la vita. E così diventando violenti, insoddisfatti, depressi. Pieni di cose e perfettamente vuoti. E disuguali. Esiste però un’altra libertà: la “libertà generativa”. Una libertà che insegue una speranza e sta in relazione con la realtà, con l’altro da sé. Un generare che è biologico e simbolico. Come movimento antropologico originario, speculare al consumo, la generatività si manifesta nell’arte, nel lavoro cooperativo, nel volontariato, in certa imprenditorialità, nell’artigianato. E si realizza in quattro tempi: desiderare, mettere al mondo, prendersi cura e, infine, lasciar andare. Movimenti che ci rigenerano come soggetti capaci e nuovi. Dunque, la generatività come nuovo immaginario della libertà che ci libera da noi stessi. È questo il modo per riformare il nostro modello di sviluppo e rinnovare la democrazia. Superando l’individualismo della società dei consumi.

Maggio 2015

libro_melloniA. Melloni, Rapporto sull’analfabetismo religioso in Italia, Il Mulino, Bologna 2014.

Il «Rapporto sull’analfabetismo religioso in Italia», realizzato dalla Fondazione per le Scienze Religiose Giovanni XXIII, è uno strumento che, grazie all’apporto di giuristi, teologi, storici, sociologi, educatori, tematizza e storicizza il tema dell’analfabetismo religioso su scala internazionale e disegna la struttura di un’analisi critica e complessa. L’obiettivo del cantiere di ricerca, di cui questa prima edizione del Rapporto è il frutto, è stato quello di articolare una riflessione organica su ciò che sfugge dal sistema e dai programmi scolastici e sui perché storico-teologici oltreché storico-politici di queste omissioni e lacune. Il volume, utilizzando i linguaggi propri di ciascun ambito specialistico, ambisce a incidere sui decisori e alimentare un salto di qualità nel dibattito dei legislatori, dei docenti e degli attori a vario titolo coinvolti. In Italia esistono già molte e ottime esperienze di studio che hanno affrontato il problema con risultati diversi o parziali e il Rapporto ne ha fatto tesoro per offrire una proposta più coraggiosa. Correda il volume una sezione di mappe e infografica che arricchisce l’analisi, trasferendo su immagini e simboli la complessità delle informazioni e dei dati raccolti.

Aprile 2015

lettere_donne_chdfCh. de Foucauld (presentazione, traduzione e note a cura di Discepole del Vangelo), Lettere a donne consacrate: madri, sorelle, figlie, Glossa, Milano 2015.


Charles de Foucauld, nel corso della sua vita (1858-1916), ha scritto migliaia di lettere a laici, sacerdoti e religiosi. Alcune di esse sono state indirizzate a donne consacrate: monache, religiose e laiche, dal tempo della permanenza a Nazareth (1897-1900), fino al termine della sua vita. La corrispondenza con queste donne ci consegna, come altri suoi scritti, la passione per il Beneamato Gesù e per gli uomini e donne, credenti e non credenti; i principi evangelici della missione che Charles aveva a cuore; la sollecitudine nel rendere partecipi molti dell’amore di Dio.
Frère Charles è, per le donne alle quali scrive, ora un padre, ora un fratello, ora un figlio nella fede. Le accompagna spiritualmente; condivide con loro i suoi progetti nel Sahara; è grato della cura che queste consacrate riservano alla sua vita, totalmente dedita al Vangelo e ai poveri.

Marzo 2015

delbrel_missionariM. Delbrel, Missionari senza battello. le radici della missione, Messaggero Padova 2004.

“Noi siamo inseriti nella perpetua missione della chiesa.
Siamo il dito mignolo di un immenso corpo in marcia nello spazio e nel tempo.
Impariamo che non vi sono due amori: colui che abbraccia Dio
deve avere posto per il mondo intero tra le sue braccia;
colui che riceve il peso di Dio nel suo cuore, vi riceve il peso del mondo”
(M. Delbrel)

Lo stile di queste pagine rivelano il cuore di Madeleine Delbrel, la sua visione profetica dell’impegno cristiano nel periodo fra le due guerre mondiali, momento segnato da contraddizioni ma ricco anche di impulsi innovativi. Rilette a più di settant’anni da quando esse furono scritte, queste pagine rivelano l’audacia di un cuore, quello di Madeleine Delbrel, che seppe amare profondamente la chiesa, servendola con umiltà, coraggio e fedeltà grandi e aprendo la strada di quell’impegno dei laici che caratterizzerà sostanzialmente il cammino ecclesiale della seconda metà del XX secolo.

Febbraio 2015

libro_nonperfettiFratel MichaelDavide, Non perfetti, ma felici. Per una profezia sostenibile della vita consacrata, EDB, Bologna 2015.

Fratel MichaelDavide condivide con il lettore le convinzioni maturate in oltre trent’anni di vita monastica e di contatto con alcune realtà della vita religiosa. La prima parte del testo intreccia convinzioni, suggestioni e provocazioni su alcuni punti ritenuti importanti per osare ancora la vita consacrata in modo incarnato nel tempo e nello spazio. Alcune sottolineature permettono di rileggere i voti in un modo meno ideale e più compromesso con il processo di maturazione dei consacrati del nostro tempo, che devono fare i conti con una rivoluzione antropologica da cui non sono esenti. Sullo sfondo della riflessione vi sono l esortazione apostolica di papa Francesco Evangelii gaudium e il contenuto della conversazione con i Superiori Generali avvenuta alla fine di novembre 2013. Si fa urgente passare da un immagine della vita consacrata elitaria e distaccata dalla storia di tutti, nonostante sia generosamente compassionevole verso tutti, a quella di una vita consacrata assolutamente impastata con la storia e, prima di tutto, capace di assumere fino in fondo la propria storia personale. L icona della Samaritana è scelta come fonte di ispirazione per ripensare la stessa perfezione evangelica non in termini di irreprensibilità, ma di capacità di camminare verso la verità passando attraverso il «vero» di se stessi.

Gennaio 2015

andreoli_educ_impV. Andreoli, L’educazione (im)possibile. Orientarsi in una società senza padri, Rizzoli, Milano 2014.

Maleducati. Trasgressivi. Immaturi. Le ricette salva figli sono ormai diventate argomento quotidiano di discussione e confronto fra genitori in crisi e insegnanti rinunciatari. C’è chi grida alla sconfitta dell’antiautoritarismo. Chi invoca un ritorno alla disciplina tra le mura domestiche. Chi accusa la scuola di aver abbandonato il suo ruolo pedagogico. Per Vittorino Andreoli, da sempre attento osservatore del disagio psicologico degli adolescenti e dei loro compagni più adulti, invece il fallimento educativo è un malessere profondo che riguarda tutti, genitori e no, e che può essere risolto solo con uno sforzo comune. Il primo sintomo va ricercato senz’altro nella morte della famiglia tradizionale. I bambini avrebbero bisogno di un’unica figura che si occupi di loro: la madre. L’aumento delle figure di riferimento – necessario, per molte ragioni, nella nostra società crea un disaccordo educativo, ed è la vera causa della loro inquietudine e disobbedienza. Cosa dovrebbero fare, allora, i genitori per far crescere meglio i loro figli? Dovrebbero ritrovare un punto d’unione con tutte le figure che li affiancano: i nonni, le babysitter, le insegnanti dei nidi e delle scuole per l’infanzia… Educare vuol dire trasformare un figlio in un uomo o una donna capaci a loro volta di diventare padri e madri. E per farlo dobbiamo tenere conto dei sentimenti che sono parte indispensabile di ogni processo di crescita.

Anno 2014

Dicembre 2014

CdF_abbandonolibro2E. Fregolent – C. Stercal – M. Vighesso, Charles de Foucauld: preghiera di abbandono, Centro Ambrosiano, Milano 2014.

L’abbandono della fede ha questo tratto caratteristico: è il suo inizio più semplice, ma anche il suo più arduo compimento. Nella figura di Charles de Foucauld, “fratello universale”, c’è veramente uno spazio ospitale per chiunque, all’interno di quei due estremi. Nell’abbandono della fede – ma potremmo dire anche: nell’abbandono che la fede è – si forma una reale fraternità di uguali, per quanto diversi. La fede che ci unisce non può essere meno di questo. Ma neppure più di questo.




Novembre 2014

fraccaro_cdfA. Fraccaro, Charles de Foucauld e i Vangeli. Meditare la Bibbia “per compiere un atto d’amore”, Glossa, Milano 2014.

In un contesto ecclesiale e culturale di distanza dal testo biblico, Charles de Foucauld (1858-1916) ha scelto di formare la sua vita e la sua missione alla scuola della Parola di Dio. L’assidua meditazione scritta del Vangelo ha trasformato la sua esistenza e lo ha condotto a compiere atti d’amore verso Dio e verso i fratelli, attraverso forme di relazione accoglienti e rispettose della condizione di vita di ciascun uomo e donna. Il fedele approccio ai Vangeli è diventato, nel tempo, principio ispiratore e regola per la vita di altri: l’eredità che frère Charles ha lasciato è stata raccolta da vicini e lontani e dai gruppi ecclesiali nati al suo seguito. Religiosi, laici e sacerdoti, nelle loro condizioni di vita e sparsi in tutto il mondo, continuano a praticare la modalità di affidamento al Vangelo che Charles de Foucauld ha inaugurato. La familiarità con la Parola, atto d’amore verso Dio e verso il prossimo, genera atti di bontà e promuove un’esistenza di universale fraternità, che è autenticamente ecclesiale perché umana secondo lo spirito del Vangelo.

Ottobre 2014

avventura_matrimonioB. – B. Chovelon, L’avventura del matrimonio, Qiqajon, Magnano (BI) 2004.

Il matrimonio è un’avventura. Chi intraprende una traversata di questo tipo ha preso una decisione, ha fissato una rotta. Per questo è necessaria ferma convinzione, volontà, fiducia. L’opera dei coniugi Chovelon è una guida pratica e spirituale che raccoglie le indicazioni provenienti da un’esperienza, nella quale vengono proposti alcuni mezzi per affrontare e superare le mille difficoltà con le quali inevitabilmente ci si scontra nella vita coniugale. Questo libro è in particolare una testimonianza resa alla speranza, che è molto più che una felice prospettiva o un atteggiamento ottimistico. Essa consiste nel superare la rassegnazione al destino, e nel credere che ci sia sempre un futuro aperto. Per chi crede nell’amore che sgorga dal cuore di Dio, le prove possono essere dure, sembrare lunghe, ma è sempre possibile ripartire da capo. Non è mai troppo tardi.



Settembre 2014

LBR_tonelliA. Tonelli, Un silenzio che grida. Dieci anni dopo, Ass. Pimedit, Milano 2013.

Aveva trovato nell’amore per Dio e per gli ultimi il senso di una vita degna di essere vissuta. Una vita di servizio e di sacrificio. Anche quello estremo. Annalena Tonelli è vissuta ed è morta dando una testimonianza cristiana “alta”, in una terra difficile come la Somalia, segnata dalla guerra e dall’intolleranza. Ma proprio qui, in mezzo a mille difficoltà e sofferenze, aveva trovato il significato autentico della sua vocazione, nonché la possibilità di un dialogo e di un incontro. È vissuta nel nascondimento, Annalena. Poco si sapeva di lei e della sua straordinaria attività a favore dei malati di tubercolosi, degli handicappati e degli orfani, dei malati mentali o delle donne mutilate… Pochissimo della sua profonda spiritualità, di quella fede rocciosa e radicale, che ha ispirato la sua esistenza e la sua opera. Ancora oggi, a dieci anni dall’uccisione, è il suo silenzio che continua a parlare, il suo «gridare il Vangelo con la vita». Una vita radicalmente consacrata a Dio e ai più poveri tra i poveri. Dunque, come lei stessa amava ripetere, «la migliore delle vite possibili».

Agosto 2014

LBR_ps_magdeleine Piccola sorella Annie di Gesù, Piccola sorella Magdeleine di Gesù. L’esperienza delle piccole sorelle fino ai confini del mondo, Qiqajon, Magnano (BI) 2011.

Durante la prima guerra mondiale, la famiglia di Magdeleine Hutin, divenuta più tardi p. s. Magdeleine di Gesù, è stata decimata. La violenza subita avrebbe potuto indurirla e spingerla ad abbattersi, o condurla a usare altra violenza, invece sceglie di dire “sì” alla vita e di credere all’amore. E questo amore ha un volto, quello di Gesù, cercato e accolto nei piccoli e negli emarginati. Nel 1939, sulle tracce di Charles de Foucauld, Magdeleine fonda nel Sahara algerino la prima fraternità delle piccole sorelle di Gesù. Da quel momento, animata da un amore che la consuma come un fuoco, andrà fino ai confini del mondo per condividere con i più poveri l’infinita tenerezza di Dio per ognuna delle sue creature. Nel libro, sia attraverso una ricca scelta degli scritti di p. s. Magdeleine, sia attingendo a ricordi personali, l’autrice ci permette di avvicinare e conoscere meglio questa straordinaria figura di donna.