Nel mese di giugno papa Francesco ci invita a pregare:

perchè le reti sociali favoriscano la solidarietà e il rispetto dell’altro nella sua differenza.»

Frère Charles ci aiuta:

I legami buoni creano fiducia tra le persone, nascono così relazioni di amicizia gratuite, di sostegno e di aiuto reciproco; non è necessario fare qualcosa per l’altro, neanche quando è diverso per cultura o religione: ciò che conta è l’affetto, il rispetto e la stima per i fratelli e le sorelle. E’ quanto ci ricorda anche Charles de Foucauld nell’estratto della lettera a Garnier che riportiamo di seguito.
Nello spirito delle Beatitudini, i fedeli laici sono una testimonianza preziosa di questa santità vissuta con amore e discrezione. Queste parole di Charles de Foucauld ne sono l’invito.

D’una lettera a Garnier, 23 febbraio 1913 1:

«Io qui ho almeno quattro “amici” sui quali posso contare per qualsiasi cosa. Come hanno fatto ad affezionarsi a me? Come anche noi ci leghiamo tra noi. Non ho fatto loro alcun regalo, ma hanno capito che in me avevano un amico devoto, che potevano fidarsi di me, e hanno contraccambiato quanto io cercavo di essere per loro… Quelli che coltivo e che tratto come veri e buoni amici, sono: Uksem agg Ughar, capo dei Dag Ghali; suo fratello Abahag; Chikat agg Muhammad (Dag Ghali), un uomo di sessantasei anni che ormai si muove poco, e suo figlio Uksem agg Chikat (al quale mi rivolgo come a un figlio). Ce ne sono altri che amo e che stimo, sui quali davvero posso contare per molte cose. Ma a questi quattro posso chiedere qualsiasi consiglio, informazione o servizio, e sono certo che faranno del loro meglio per soddisfare le mie richieste».

1. ANTOINE CHATELARD, CHARLES DE FOUCAULD. Charles de Foucauld. Verso Tamanrasset, Edizioni Qiqajon – Comunità di Bose, Magnano (BI) 2002, pp. 147-148

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