In questo mese di dicembre, papa Francesco ci invita a pregare:

per le persone anziane, affinché, grazie al sostegno delle loro famiglie e delle comunità cristiane, collaborino con la loro saggezza e con la loro esperienza alla trasmissione della fede e all’educazione delle nuove generazioni»

In questo mese, papa Francesco ci invita a riflettere sulla ricchezza e sulla saggezza che ci trasmettono i nostri anziani. Oggi, però, viviamo in una società che non sempre condivide questo pensiero e in cui le persone anziane vivono spesso nella solitudine e nella miseria.

Frère Charles ci aiuta:

Per lasciarci interpellare da questa intenzione di preghiera, possiamo leggere queste due lettere di frère Charles, scritte nel periodo di Beni Abbès (Algeria). Nella prima, rivolta al Prefetto apostolico del Sahara, Mons. Guérin, Charles dichiara urgente la carità verso gli anziani abbandonati. Nelle sue parole, possiamo vedere come risponde alle ingiustizie che vede con un impegno pieno di fede e di dolcezza. Nella seconda, Charles dà qualche consiglio alla sorella a proposito dei suoi figli, dei consigli che attinge proprio all’eredità spirituale ricevuta dal loro nonno.

Dalla lettera a Mons. Guérin del 4 febbraio 1902 1:

Non mancano gli anziani e gli infermi completamente all’abbandono: vecchi schiavi incapaci di lavorare e cacciati dai loro padroni come bocche inutili e totalmente abbandonati, altri poveri infermi senza famiglia, aiuto né riparo. Raccoglierli, dare un asilo ai loro vecchi giorni, metterli al riparo da bisogni futuri, curarli e tenerli dando loro tetto, cibo, vestiti, medicine, cure, affetto, come fanno i figli con i loro genitori, considerandoli come i genitori che ci dona GESÙ e come GESÙ stesso: «tutto quello che fate a uno di questi piccoli, lo fate a me; tutto quello che non fate loro, non lo fate a me»2. Ecco un’altra opera che si impone… Gli infermi e gli anziani abbandonati trovano qui un asilo con un tetto, del cibo e delle cure… Tre o quattro anziani mi hanno già chiesto di essere ospiti permanenti della Fraternità…

 

Dalla lettera alla sorella Marie, Beni Abbès, 7 agosto 1903 3:

Cerca di abituarli a pensare, parlare, agire con umiltà e a praticare in ogni cosa questa virtù dell’umiltà – la virtù cristiana per eccellenza – quella che GESÙ è venuto ad insegnare sulla terra più di ogni altra e che è la madre di tutti i beni: come la carità, porta a dimenticare se stessi per preferire gli altri e metterli prima di se stessi: essa genera la pace, la concordia, la dolcezza: produce i caratteri miti, i cuori altruisti, allontana l’egoismo… Cerca di far in modo che i tuoi figli siano molto umili: il nonno praticava questa virtù e sembra che la mamma te l’abbia lasciata in eredità…

1. CHARLES DE FOUCAULD, Correspondances sahariennes. Lettres inédites aux Père blancs et aux Sœurs blanches (1901-1916), Cerf, Paris 1998, p. 65-66 e 71.

2 Mt 25,40.

3. CHARLES DE FOUCAULD, Lettres à sa sœur Marie de Blic, Le Livret Ouvert, Mesnil Saint-Loup 2005, 121-122.

Traduzioni a cura delle Discepole del Vangelo.

 

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