Dal 31 ottobre al 4 novembre abbiamo avuto la possibilità di fare un breve soggiorno in Algeria, e incontrare fratelli e sorelle cristiani e musulmani. Accolti nella maison diocesaine di Algeri, abbiamo incontrato il vescovo Paul Desfarges, le suore, i padri e una famiglia del PIME, le piccole sorelle di Gesù, i padri gesuiti e lazzaristi, dei giovani studenti sub-sahariani. Durante il soggiorno abbiamo avuto anche la grazia di partecipare alla consacrazione nell’Ordo virginum di una giovane donna italiana, Anna Medeossi, a Orano e incontrare il vescovo Jean Paul Vesco e alcune comunità cristiane.

Siamo rimaste molto colpite dall’accoglienza di tutti, dalla familiarità e dalla fede, sostenuta anche dalla grazia della Beatificazione, lo scorso anno, di 19 fratelli e sorelle, martiri di Algeria. La “piccola” Chiesa di Algeria è discreta e operosa, testimonia con la vita la misericordia di Dio e il valore evangelico dell’incontro.

 Perché l’Algeria?

In Algeria Charles de Foucauld ha trascorso gli ultimi quindici anni della sua vita. Il suo desiderio era portare Gesù fra le “pecore più abbandonate”. Si è preso cura dei poveri, che aiutava e accoglieva nel suo eremo, familiarizzava con le popolazioni del Sahara, in particolare i Tuareg promuovendone la cultura, si è fatto fratello di tutti. In Algeria pochi anni dopo la morte di frère Charles (Tamanrasset, 1 dicembre 1916), è iniziata l’esperienza di tante famiglie religiose che a lui si sono ispirate.

Noi sorelle Discepole del Vangelo desideriamo inserirci in questa preziosa storia di fede e di amicizia. Desideriamo che la nostra presenza, in quella terra e in mezzo a quel popolo, continui a parlare di Gesù e della sua bontà, sia un segno di pace e di fraternità.